Professioni web: il resoconto dell’incontro del 21 gennaio

Pubblichiamo la prima parte del resoconto sulla giornata di orientamento dedicata alle nuove professioni del web, tenuta il 21 gennaio 2013 a Bologna.

I relatori dell’incontro:
– Francesco De Nobili, responsabile del progetto web Comunicazione Lavoro e docente di “Comunicazione e web” nel Corso di Laurea Magistrale in Scienze della comunicazione pubblica e sociale dell’Università di Bologna;
– Gabriele Carboni, founder & creative strategist di Weevo;
– Alfonso Pace, Marketing Manager e Web Analyst di Insistema;
– Eleonora Cipolletta, Web Reputation manager di Hagakure.

I moderatori:
– Giulio Xhaët, direttore Web Media Academy e Founder New Web Jobs – Le nuove professioni del Web, Coordinatore scientifico e docente presso la Business School del Sole 24 Ore;
– Pina Lalli, coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale in Scienze della comunicazione pubblica e sociale;
– Valentina Bazzarin, tutor del Laboratorio Organizzazione eventi e placement dello stesso corso di laurea.

L’incontro ha visto la partecipazione di molti studenti, laureati e professionisti, interessati alle nuove professionalità legate al web.
Viste le tante richieste che abbiamo ricevuto, pubblichiamo la prima parte del resoconto dell’incontro per chi non è potuto essere presente.

Il Web come palestra per le nuove professioni

In un momento di crisi economica come questa, l’industria tecnologica del Web produce il 2% del fatturato nazionale. Tenendo conto che l’agricoltura ne produce il 2,6 %, significa che apparteniamo davvero a un settore importante e fortunatamente in crescita.
41 milioni di italiani si connettono ad Internet e di questi,30 milioni usano Facebook: come mai il web ha un tasso di penetrazione così alto in Italia? Solo perché siamo un popoli di pettegoli e curiosi?
No…il web ha riempito un vuoto lasciato dal sistema di media esistenti, un vuoto di informazioni che non erano raggiungibili diversamente.
L’Italia è inoltre il paese con il maggiore tasso di penetrazione dei Social media con l’85%, seguito dal Brasile con l’84%, gli Stati Uniti con il 76%. Inoltre le Start Up italiane sono tra le più vitali nel panorama mondiale quindi non partiamo affatto svantaggiati.

Per questo motivo, è bene focalizzare l’attenzione sulle nuove professioni del web che presentano caratteristiche molto sinergiche e trasversali, richiedendo diverse competenze e molta flessibilità.
Occorre quindi pensare al web come una sorta di “palestra” per formarsi professionalmente e per questo, occorre pianificare la propria comunicazione sul Web, fissando precisi obiettivi e verificandoli con scadenze prefissate.
Nella programmazione va tenuto conto anche di quali sistemi di gestione dei contenuti utilizzare (ad esempio WordPress), quali step di sviluppo deve avere il proprio progetto, come curare i contenuti del sito dal punto di vista della SEO (Search Engine Optimization) e come promuoverlo attraverso tecniche di web marketing e social media marketing.

Gestire i social network per promuoversi

I social network possono avere un ritorno molto importante per la promozione di un sito. Soprattutto Google Plus, essendo fortemente integrato con i motori di ricerca, dà ottimi risultati a chi apre un profilo o, nel caso di un’azienda, apre una Business Page. Sebbene siano tutto sommato snobbate dagli utenti italiane, le Google Business Page sono quindi da prendere in forte considerazione.
Twitter e Google Plus si stanno profilando sicuramente come due canali più settoriali ed elitari per determinate categorie di professionisti (giornalisti, comunicatori, professionisti del web, tech fan, politici, associazioni ed enti, ecc.); questo perché sono due social precisi, puntuali e targettizzati (anche Google Plus non a caso usa gli hashtag).
Facebook rimane lo strumento con maggiore penetrazione e più seguito grazie al suo essere così popolare: nasce e vive per tenerci in contatto con i nostri amici e le nostre passioni e grazie a questo ha un bacino molto ampio.
Pinterest rimane un Social Media specifico per interessi e passioni legati al mondo visivo, quindi principalmente moda, spettacolo, fotografia, pubblicità, cucina, arredamento, design, ecc.

Su questi Social, si nota come lo stesso messaggio scritto in modo identico su 3 social differenti abbia un riscontro minore, rispetto a messaggi scritti e pensati in maniera personalizzata per il canale che li accoglie. Scrivere lo stesso messaggio nella stessa forma sul proprio sito, su Facebook e su Twitter è sbagliato. O meglio: non porta i risultati che può portare “tagliare” i contenuti per il social media di riferimento.
Davvero si conferma anche in questi nuovi Media che “The Medium is the messagge” (McLuhan)…è il mezzo di comunicazione stesso che diventa parte del messaggio e ne influenza il significato e il modo in cui viene percepito.
Per questo motivo esistono strumenti molto utili che aiutano i community manager a gestire i social network come per esempio HootSuite.

Report redatto con il contributo di Iris Locatelli – Progettazione e sviluppo web presso Smart.it

Domani pubblicheremo la seconda parte del resoconto, in cui parleremo di due figure emergenti nel panorama delle professioni del web: il Web Analyst e l’e-reputation manager.

Francesco De Nobili